Terminali: lo short

Aprile 1st, 2008 by che Posted in Tecnica: Surfcasting, esche ed inneschi

È il classico terminale monoamo, che si presenta in due varianti, adatti entrambi a condimemeteo da surf: attacco alto e attacco basso. La funzionalità di questo terminale, nelle nostre spiagge e per il nostro tipo di mareggiate è eccezionale: * Bracciolo non molto lungo (massimo 80 cm) che evita fastidiosi grovigli sul trave, ma che comunque ti permette di far lavorare bene l’esca; * Semplicità d’utilizzo, in quanto il bracciolo può essere adattato a qualsiasi trave; * Possibilità di sondare più fasce d’acqua in base al moto ondoso e alla corrente, grazie alla sua “variabilità” (infatti per esperienza personale preferisco usare lo short come terminale variabile, piuttosto che con attacco alto o basso); * Può essere usato sia con esche leggere, che con esche un pochettino più corpose; nel caso di esche corpose, e mi riferisco quindi ai tranci, oppure a calamaretti o seppioline intere, è preferibile usare una baitclip (ferma-esca) in basso, in modo tale da avere più aerodinamicità che ci consenta di raggiungere dei frangenti un po’ più lontani.

Passiamo alle fasi costruttive del terminale e al materiale da utilizzare: Materiale: * Trave di un metro di ottimo 0,70; * Bracciolo di 80 cm con diametro dallo 0,30 al max 0,45 in base al moto ondoso, ovviamente più il moto ondoso e la corrente sono consistenti, più elevato sarà il diametro del bracciolo; che poi sia flourocarbon o meno, dipende da tante cose, che verranno trattate sicuramente in altri momenti. * Amo aberdeen o beack, dipende dal nostro innesco, misure dal 4 al 2/0, dipende sempre dal nostro innesco; * Filo per nodini oppure gli stopperini in caucciù che si trovano in commercio; * Perline da merceria; * Girella almeno da 25 libbre, non si sa mai… * Girella e moschettone o sgancio rapido per piombo. Costruzione. Per prima cosa prendiamo il filo per trave e facciamo un’asola nella parte superiore, che servirà da aggancio allo shock, poi costruiamo lo snodo inserendo in sequenza stopperino-perlina-girella-perlina-stopperino; nel caso in cui invece vogliamo fare i nodini, inseriamo perlina-girella-perlina e poi costruiamo i nodini, facendo un nodo uni sul trave di almeno 6 spire con del filo dello 0,35. Sia con gli stopperini che con i nodini, abbiamo la possibilità di spostare a piacimento il bracciolo sul trave. Nella parte inferiore del trave mettiamo lo sgancio rapido del piombo, o in alternativa girella e moschettone; costruiamo il nostro bracciolo, lo assembliamo al trave ed è fatta!!! Il nostro terminale è pronto. Particolare dello snodo. Come già detto in precedenza è un terminale molto versatile ed è l’ideale con attacco alto quando si vuole una presentazione mobile e non troppo schiacciata sul fondo dell’esca. Ma anche nella versione con attacco basso, da i suoi frutti, ma più quando il mare è in scaduta avanzata. E’anche un terminale sensibile, perché la tocca su un bracciolo distante dal piombo viene trasmessa con più nitidezza sul cimino, anche in caso di prede di taglia minore, e che quindi dovranno essere slamate il più presto possibile, per dargli la libertà. Alla prossima!!!!!!

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